Il nostro viaggio di nozze: parte 1. Auckand, Coromandel, Wangamata, Rotorua

La prima parte della nostra luna di miele

Dopo aver vissuto attimi indimenticabili durante i preparativi, la cerimonia e il ricevimento del nostro matrimonio, era il momento di chiudere le valigie e partire per un altro sogno: la nostra luna di miele. Quella sera non abbiamo dormito molto, anzi se vi dicessi che abbiamo chiuso gli occhi per due ore prima che ci venissero a prendere per andare in aeroporto, sarei ottimista! Il giorno dopo il nostro matrimonio, tra un giro di saluti e l’altro a chi non era potuto esserci, si era fatto tardi. Mettiamoci un pò l’eccitazione di partire per un viaggio meraviglioso ed il fatto che le valigie erano ancora da riempire ed il gioco è fatto!

Direzione Auckland

Il sole dell’alba illuminava i canali di Venezia. Vederli dall’alto è splendido… vedere la Terra dall’alto lo è! Un punto di vista insolito che continua a farmi stare col naso appiccicato al finestrino. Salterò il racconto delle nostre 40 (e più) ore di viaggio totali da quando siamo usciti di casa a quando abbiamo messo piede in albergo ad Auckland, così come la nostra (ok, la mia) fame compulsiva in aeroporto, di come mi sia scottata la lingua bevendo uno di quei caffelatte stile Sturbucks e di come sia riuscita a resistere alla tentazione di comprarmi una Michael Kors che urlava il mio nome!

Eravamo atterrati letteralmente dall’altra parte del mondo e non vedevamo l’ora di esplorarla!

La guida a destra… bisognava un attimo farci l’abitudine, anche alla vista!

L’albergo era ricco di dettagli molto fotogenici, dallo stile retrò con tocchi moderni, come questo portaombrelli, ad una splendida scala interna. Per non parlare della stanza delle colazioni!!! Mi sarei portata a casa quella poltrona turchese!

Erano circa le 9 di mattina quando iniziammo il tour di Auckland. Ci eravamo imposti di camminare un sacco per stancarci ed abbattere il jet lag, in modo da ristabilire l’equilibrio dopo aver attraversato dodici fusi orari. E così fu. La sera riguardai il percorso che avevamo fatto in un solo giorno e wow, avevamo di sicuro smaltito tutto il pranzo di nozze!

Auckland è una città molto particolare, con palazzi d’epoca che si affiancano ad edifici del tutto nuovi. Una città piena di movimento (e cantieri di nuovi edifici in costruzione) e pienissima di locali dove bere un caffè o mangiare qualcosa! 

Questa è la Sky Tower, la principale attrazione della città! La si può vedere veramente da qualsiasi parte della città tant’è alta e salirci con l’ascensore è un’esperienza (poi vi mostro perchè!). Però quel giorno la visita al punto più alto della città era riservata al pomeriggio, poco prima del tramonto, così ci passammo vicino per proseguire la nostra camminata!

Vi ho detto che la si vedeva da ogni parte! 

Una delle zone che mi è piaciuta più della città era quella portuale, dov’erano ancorate una marea di barche e la passeggiata sul lungomare ci riservava molti punti interessanti da fotografare, tra cui anche queste tentazioni culinarie!

Dopo aver visitato la zona portuale, ci dirigemmo verso la zona universitaria e l’Albert Park. Questo parco è meraviglioso e se passate per Auckland merita una visita! Ad ottobre stava iniziando la primavera ed si potevano vedere i primi ciliegi in fiore. In particolare ce n’era uno davvero gigantesco all’ombra del quale alcune persone si stavano rilassando… come dargli torto! 

… e sì, anche da lì si vedeva la Sky Tower!

In questo parco, una particolarità erano gli immensi alberi sui quali le persone si sedevano e chiacchieravano. Inutile dirvi che ci  ho provato anch’io ed è una splendida esperienza! 

Il relax è contagioso!

Avevamo ancora del tempo ed il sole era ancora alto, così armati di un sacco di energie, ci dirigemmo verso l’Auckland War Memorial Museum, in cui abbiamo potuto ripercorrere la storia neozelandese dall’inizio, tra cultura Maori e guerre mondiali. 

La visita al museo è stata molto interessante e poi la passeggiata per arrivarci, tra quei meravigliosi alberi, era decisamente suggestiva. Il sole stava iniziando a scendere e per noi era arrivato il momento di salire sulla Sky Tower!

Ve l’avevo detto che la vista dall’ascensore era incredibile, ma anche quella dalla cima della torre non scherzava! Un 360 gradi della città. Da lassù vedemmo le decine e decine di chilometri percorsi in quella sola giornata e wow, avevamo camminato decisamente un sacco!

Fa un pò di impressione non credete? Diciamo che se qualcuno soffre di vertigini questo non è proprio il posto ideale, ma meriterebbe in ogni caso una visita!

… e poi c’erano anche queste persone temerarie a cui piaceva stare sospesi nel vuoto… oppure addirittura lanciarsi!!!

Il nostro piano di stancarci molto il primo giorno funzionò, anche troppo direi, e subito dopo cena ci addormentammo in un istante appena toccato il letto dell’albergo.

Visto che il primo giorno avevamo visitato molte parti della città, decidemmo di vederla da un altro punto di vista, così prendemmo il traghetto ed andammo a Devonport, la penisola proprio davanti Auckland. Era pieno di casette basse e di tutti i colori, tra cui il mio turchese!!! Foto obbligatoria!

La vista da qui non era niente male! Decidemmo di attendere il tramonto da qui… magari ci sarebbe scappata una bella foto in notturna, così girammo per la cittadina alla ricerca di curiosità (e ne vedemmo!!!).

Era sera tarda quando tornammo ad Auckland e quasi per caso capitammo in questo viale… splendido! Sembrava di esser in un posto magico con questa distesa di lucine! Conclusione di giornata perfetta!

Direzione Penisola del Coromandel

Il giorno seguente sarebbe iniziato il vero e proprio tour della Nuova Zelanda! Quella mattina ci svegliammo con un’energia particolare, prontissimi per prendere l’auto e provare l’esperienza della guida a destra. Andrea è entrato subito nell’ottica di questo cambio, se non fosse stato per il fatto che quando bisognava metter la freccia partivano i tergicristalli! 🙂

Ci stavamo dirigendo verso la Penisola del Coromandel, la meta preferita per chi ama il mare, prendere sole e rilassarsi! La nostra destinazione era Cathedral Cove, un arco di roccia che offre uno scorso davvero suggestivo. Per arrivarci, abbiamo camminato per un’ora lungo un sentiero piuttosto facile e rilassante (adatto veramente a tutti), totalmente immersi nella natura, per poi sbucare in una spiaggia meravigliosa.  L’acqua era un pò fresca, ma dovevo toccare l’oceano!

Quella sera avremmo dormito a Wangamata, ad un paio d’ore di auto da quella splendida spiaggia, così riprendemmo l’auto e partimmo alla volta della nuova destinazione.

Il bello della Nuova Zelanda è proprio il tragitto tra una località e l’altra. Ad ogni chilometro c’è qualcosa di nuovo e splendido da fotografare ed è per questo che nonostante ci aspettassero diversi chilometri da percorrere al giorno, il viaggio era estremamente piacevole. Guardate ad esempio qui sotto che luce e che paesaggio!

Quella sera crollammo dalla stanchezza e dagli ultimi effetti del jet lag senza nemmeno accorgercene… forse non avremmo dovuto dire “mi metto un attimo sul letto!”. Però Andrea era stato previdente ed aveva impostato la sveglia all’alba, per fotografarla. Uno spettacolo irripetibile!

I proprietari del luogo in cui alloggiavamo avevano un Golden… inutile dirvi che tra lui ed Andrea è stato amore a prima vista! Ma c’era qualcos’altro di stupendo che ci aspettava in quella giornata… la visita ad Hobbiton!

Il tour di Hobbiton è stato entusiasmante. Ci immaginavamo che uscisse da quelle casette un Hobbit da un momento all’altro ed il paesaggio… che meraviglia!

Porta turchese = foto!

Piccola curiosità: l’albero che vedete sopra la casa è finto. Sì finto! Ciò significa che anche tutte quelle decine di migliaia di foglie sono finte e sono state dipinte una ad una da un persona addetta a questo. Come ci disse la nostra guida: “Se pensate di fare un lavoro noioso, pensate a questo ragazzo che si è dipinto le foglie dell’albero!”

L’ultima tappa del tuor di Hobbiton era la locanda dove ci sono state offerte delle birre buonissime… gli Hobbit la sanno!

Prossima tappa: Rotorua

La città successiva che ci apprestavamo a visitare ed in cui ci saremmo fermati per un paio di giorni era Rotorua, città di geysers, sorgenti termali e cultura Maori. Volevamo assaporare tutto ciò che questa città poteva offrirci, così, anche su consiglio dei proprietari del lodge dove alloggiavamo, abbiamo prenotato un tour dove avremmo potuto vedere un geyser eruttare naturalmente (in alcuni posti invece l’eruzione è causata dall’azione dell’uomo) ed iniziare a conoscere un pò la cultura Maori. In più, tra gli altri consigli, c’era anche una visita obbligata alla sorgente termale, nelle piscine dalle diverse temperature. In fondo, si trovava proprio vicino un altro villaggio Maori (con tanto di cena tipica) che avremmo voluto visitare, quindi era perfetto!

Questi sono gli Alpaka del proprietario del Lodge… sono simpaticissimi!

Partiamo con il nostro primo avvicinamento alla cultura Maori: il Te Puia.

I famosi (quanto impossibili da vedere) Kiwi!

Questa vasca d’acqua, dalla perfetta temperatura di 37 gradi, è sacra e solo un Maori può accedervi!

L’eruzione era vicina… vedere quanta potenza è riuscita a sprigionare la natura è stato splendido! Siamo rimasti ad ammirarlo per mezz’ora, da diverse angolazioni. Aveva un potere incantatore! 

La mattina dopo ci svegliammo e la vista dalla stanza era la prima delle tante cose belle che avremmo visto quel giorno. Ci aspettava la visita al parco termale e poi al villaggio Maori.

Questo è il tipico saluto Maori… come ci ha spiegato la nostra guida locale: “non una testata, non un bacio, ma un leggero tocco naso contro naso”. Chiaro! 🙂

La rappresentazione di un saluto tipico e di come la tribù locale accolga una “straniera” è stato emozionante! La loro cultura è ricca di tradizioni e rituali, dediti al rispetto e all’affermazione della propria supremazia. Ciò che mi è piaciuto moltissimo del Tamaki Maori Tour è stato il modo in cui ci hanno spiegato le loro tradizioni, ci hanno coinvolto nelle loro attività tipiche, tra cui giochi e danze e ci hanno fatto assaporare il cibo cotto secondo la loro tradizione. Mi è sembrato di essere per un attimo, una di loro. 

Questo è Andrea molto divertito dopo aver provato sulla sua pelle l’esperienza della tipica danza Haka… diciamo che ci sono aspetti da migliorare ecco 😛

In queste buche è stato cucinato il cibo che avremmo mangiato a cena, ricoperto da diversi strati di foglie e teli. Il sapore era davvero particolare!Ma prima di mangiare, ci hanno deliziato con uno spettacolo stupendo, caratterizzato da canti e danze tipiche!

Il finale è stato esilarante… questo omone arriva al centro del palco e con un fare estremamente simpatico ci dice “è pronta la cena!”. Incredibili, un tour che sicuramente consiglio per assaporare a pieno la cultura Maori!

Quella sera eravamo davvero felici. Avevamo vissuto delle esperienze incredibili e ci eravamo immersi in una cultura così particolare e diversa dalla nostra che ci aveva lasciato molto. Era un peccato rientrare subito in albergo, così, visto che era sulla strada del ritorno, ci siamo concessi una camminata nel bosco a dieci metri d’altezza, nel più totale silenzio: la Redwoods Walk.

Suggestiva vero? La perfetta conclusione di quella giornata!

Ci vediamo prestissimo per la seconda parte del nostro viaggio di nozze!

Buon martedì,

Ilaria

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