Il nostro matrimonio: la cerimonia | matrimonio Baronesse Tacco

Il momento del nostro “sì”

Ormai era arrivato il momento. Quel momento. L’emozione che durante i preparativi si era fatta sentire sempre più insistente man mano che ci si avvicinava alla vestizione, ora era a livelli inimmaginabili. Non mi sembrava vero di esser lì, con quell’abito addosso e pronta a salire in auto per dirigermi verso la chiesa… e verso Andrea. Il sole aveva fatto la sua apparizione, più caldo del previsto. Illuminava le colline, donando al paesaggio una bellezza tutta sua.

Ricordo che il tragitto dalla location dove ci eravamo preparati alla chiesa mi era sembrato più lungo di quanto avevo immaginato, ma lo spettacolo che mi si presentava davanti era così splendido che è stata un’attesa più che piacevole. In lontananza finalmente scorsi la chiesetta del Preval immersa nel verde. Quanta gente ci sarebbe stata? Andrea era già entrato? Un sacco di domande mi passavano per la mente, ma l’impazienza di arrivare era sempre più forte.

Ok, c’erano davvero un sacco di persone fuori dalla chiesa ed ero così felice di vedere ognuna di loro da non riuscir a salutarli tutti dall’emozione. La mia testa era concentrata solo su Andrea e su quel momento che avevo raccontato centinaia di volte e che da fotografa mi aveva sempre colpito e commosso. Come avrei reagito quando l’avrei visto aspettarmi all’altare? Non me ne importava molto, volevo solo vederlo.

Questa immagine è una delle mie preferite in assoluto. Ogni volta che la riguardo ho la pelle d’oca perchè mi permette di rivivere quel momento, che mi è sembrato durare un battito di ciglia, tutte le volte che lo desidero. Vedere i suoi occhi che brillano mi ritrasporta lungo quella navata e riprovare quell’emozione è impagabile.

Senza nemmeno che ce ne accorgessimo, eravamo arrivati al momento di scambiarci le promesse e le fedi. La nostra nipotina ce le avrebbe portate? Su Facebook Andrea, poco tempo prima del matrimonio, aveva lanciato un sondaggio proprio riguardo a questo e le risposte erano state delle più fantasiose. Lei è stata perfetta, ci ha consegnato il portafedi (un piccolo ceppo di legno con il muschio), col sorriso sulle labbra e con una camminata da piccola modella. Semplicemente fantastica!

Eravamo marito e moglie. Un sogno diventato realtà. Dopo così tanti anni assieme, esperienze, periodi della vita, difficoltà e soddisfazioni, eravamo ancora più legati di prima. 

Mi son sempre chiesta come fosse ricevere tutta quella quantità di riso addosso e vi assicuro che è… estremamente divertente! Gli invitati hanno continuato a svuotare i sacchettini di riso che avevamo preparato per un bel pò, sembrava quasi si ricreassero, ma era un momento di immensa gioia. Impossibile descrivere quanto eravamo felici!

Che meraviglia aver vissuto tutto questo. Aver visto e percepito l’affetto di tutte quelle persone che erano lì per noi, averle ringraziate una ad una, averle abbracciate ed averci trascorso del tempo, che seppur poco per noi è stato molto importante. Le nostre coppie di sposi passate e future erano venute ad assistere al nostro giorno, così come noi avevamo fatto (o faremo) con loro. Quanto dico che questo lavoro ci porta delle soddisfazioni immense non lo dico per dire, ma perchè ci ha permesso di incontrare in questi anni persone meravigliose con cui abbiamo condiviso delle tappe importanti della loro vita ed ora anche della nostra.

Questo momento della giornata del nostro matrimonio è uno dei ricordi più belli che conservo nel mio cuore e l’emozione di quel giorno è una dei sentimenti più intensi che ho mai provato.

Ci vediamo la prossima settimana per raccontarvi la conclusione di una giornata che per noi è stata semplicemente perfetta.

Buon weekend!

Ilaria

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