Il nostro viaggio di nozze: parte 3. Tekapo Lake, Christchurch, Isole Cook

La parte finale della nostra luna di miele

Dopo avervi raccontato la prima e la seconda parte della nostra luna di miele, siamo quasi giunti al termine di questo viaggio incredibile.
L’ultimo posto di cui vi avevo parlato era Wanaka Lake, con il suo fotogenico albero immerso nel lago, fotografato da ogni angolazione! Era il momento di ripartire e questa volta il percorso ci avrebbe regalato paesaggi ancora più entusiasmanti!

Direzione Tekapo Lake

La strada tra Wanaka e Tekapo è stata in assoluta la più varia e splendida di tutto il viaggio (sì batte addirittura quella per Milford Sound). In neanche due ore avevamo attraversato tutti i tipi di vegetazione, dalla più rigogliosa e verde, al paesaggio brullo di un passo, ad una distesa d’erba con un rettilineo lungo 30km circondato dalle montagne innevate. Una continua meraviglia.

So di ripetermi, ma il bello della Nuova Zelanda è il percorso. Inaspettatamente ci si può ritrovare ad imboccare una deviazione incuriositi da un paesaggio piuttosto che un altro oppure, com’era capitato nel nostro caso, da un cartello con scritto “Clay Cliff”. L’avevo letto di sfuggita sulla guida e quindi decidemmo di andare a visitare questo posto. Percorremmo alcuni chilometri (su una strada bianca ovviamente) ed arrivammo ad un cancello. A lato, una piccola cassetta di metallo con scritto “pay here”. Per visitare quel luogo infatti bisognava entrare all’interno di una proprietà privata, ma la quota richiesta era davvero irrisoria per cui non ci pensammo due volte, inserimmo le monete nella cassetta, aprimmo il cancello (mi sono sentita molto come una proprietaria di un ranch in quel momento) e proseguimmo il tragitto. 

Dopo aver lasciato l’auto in una piazzola ed aver camminato per circa una ventina di minuti abbiamo visto l’ingresso di qualcosa che si preannunciava una vera scoperta. Oltrepassammo la cavità ed eccoci circondati da alti pinnacoli erosi da acqua e aria. E pensare che questo, milioni di anni fa, era un ghiacciaio. Il terreno era molto sdrucciolevole, ma lo spettacolo e la consapevolezza di esser all’interno di un antico ghiacciaio, era affascinante. 

Era già il momento di ripartire. Tekapo ci stava aspettando! Il percorso continuava a farci sognare, soprattutto quando abbiamo costeggiato il lago Pukaki da cui si poteva scorgere in lontananza il Monte Cook.  

Ed eccoci arrivati a Tekapo, con la sua caratteristica chiesetta affacciata sul lago e circondata dalle montagne. La giornata era fresca ed il cielo terso. Avremmo avuto l’occasione di assistere ad un altro meraviglioso tramonto? In attesa di scoprire se avremmo avuto ragione o meno, passeggiamo nei pressi della chiesetta, facemmo conoscenza con un paio di lepri ed ammirammo quel panorama mozzafiato.

Sì, il tramonto ci aveva stupito anche questa volta!

Ormai la voglia di vedere la via lattea nei vari luoghi era tantissima. D’altronde, bisognava approfittare di un cielo così sgombro da nuvole. Andrea si prese un bel raffreddore quella sera, ma quando si fotografa si è talmente concentrati da non sentire nulla, neanche il freddo… però ha meritato, cosa ne pensate?

Direzione Christchurch

Il giorno dopo partimmo alla volta di Christchurch, colpita nel 2011 da un forte terremoto. Ci avevano avvisato che avremmo trovato una città piena di birilli, cantieri ed un pò sottotono. Questa volta, la strada che stavamo percorrendo non era altrettanto eccitante rispetto a quella del giorno precedente. Diciamo che dopo aver percorso quel tratto difficilmente ne avremmo trovato uno alla sua altezza. Però, le sorprese sono sempre dietro l’angolo e a pochi chilometri da Tekapo vedemmo sulla destra questa esposizione a dir poco stupenda! Ci perdemmo un pò di tempo per vederla, rovistando tra oggetti antichi e insegne splendide e poi decidemmo di riprendere l’auto. Ci aspettavano un pò di chilometri da percorrere!

Un paesaggio così sembra uno sfondo desktop vero? L’avevamo visto in lontananza, appena usciti da una curva, quando decidemmo di imboccare un’altra strada per ammirarlo più da vicino. Era semplicemente fantastico!

Ed eccoci arrivati a Christchurch, con la sua cattedrale pesantemente colpita dal terremoto. Sarà stato anche per il fatto che l’abbiamo visitata di domenica e il centro della città non pullulava di persone o negozi aperti, però il trauma del terremoto subito pochi anni prima lo si sentiva tutto. Ma come accade in queste situazioni, la voglia di ricominciare e ripartire è tanta e pochi minuti dopo, girando un angolo, ci siamo imbattuti in un parco giochi per bambini (e non solo) totalmente nuovo, gigante e pieno di divertimento.

Era quasi ora di cena e i locali aperti lì nei dintorni non erano molti, ma fummo colpiti da uno in particolare: un ristorante sudamericano. Il modo in cui era stato arredato ci ha trasportato da un’altra parte, come se non ci trovassimo più in NZ. Ed il cibo… libidinoso! Era la cena perfetta per concludere il nostro tour della Nuova Zelanda!

Direzione Isole Cook

Dopo aver trascorso due settimane in luoghi dal clima totalmente diverso l’uno dall’altro, sapere di stare per raggiungere una meta con un clima stabile e caldo ci allettava moltissimo! Non vedevo l’ora di sguazzare in quelle acque cristalline e mettermi le infradito!

Il perfetto benvenuto: qualcosa di fresco da bere e la collana di fiori 🙂

Eravamo arrivati nel resort di Rarotonga, a due passi dal mare, con queste capannine in cui ripararsi dal sole caldo e da cui ammirare il panorama ascoltando il rumore delle onde… era un sogno!

Come lo era anche stendersi in riva al mare ed ammirare il cielo…

Il giorno seguente una guida sarebbe venuta a prenderci per farci fare un tour dell’isola, raccontandoci anche alcune curiosità!

Ci ha mostrato come si raccoglie il cocco, come lo si lavora e come si sfrutta qualsiasi pezzo di questo frutto!

E soprattutto ci ha portati a pranzare nel ristorante migliore dell’isola, dove pescano il pesce a 10 metri da dove lo cucinano. Era favoloso!

Trovate anche voi che gli spaghetti accostati al mangiare per cani e gatti stonino un pò?

La sera ci aspettava un appuntamento speciale: la visita ad un villaggio Maori con tanto di danze polinesiane. Sono stata felicissima di aver visto due villaggi Maori in luoghi completamente diversi perchè per quanto si assomigliassero, alcuni aspetti erano diversi, soprattutto nelle danze, più dolci e gioiose alle isole Cook e più cariche di energia e potenza in Nuova Zelanda. E pensare che questa cultura è nata proprio in queste piccole isole polinesiane!

Rarotonga, la prima delle due isole che avremmo visitato ci aveva già conquistato, con il suo relax, i cocktail in riva al mare ed il cielo ricoperto di stelle, ma ora attendevo di vedere dall’alto quella che è definita la laguna più bella del mondo: Aitutaki.

Ok, ha un “leggero” fondamento di verità!

La villa dove alloggiavamo si trovava a 10 metri dal mare e dal terrazzo si poteva sognare ad occhi aperti. Svegliarsi la mattina e vedere le palme che incorniciavano il mare turchese era meraviglioso!

Eravamo pronti ad ammirare le bellezze della laguna. Salimmo sulla barca che ci avrebbe condotto in quei luoghi magici e continuammo ad ammirare quel mare trasparente.

Questi ragazzi sono stati mitici! Hanno cantato canzoni locali (ed alcune parodie inventate da loro), ci hanno cucinato un pranzo buonissimo e ci hanno condotto sulla spiaggia più bella che io abbia mai visto!

Piccola curiosità: questo ammasso di rocce in passato era un vecchio pontile da cui partivano e atterravano le persone che si imbarcavano sugli idrovolanti. Qui è nata Air New Zealand!

Abbiamo anche fatto snorkeling! Il fondale era splendido… un pò meno i pesci giganti che hanno nuotato attorno a me poco prima che uscissi dall’acqua!

Ed eccola qui: One Foot Island, chiamata così perchè ricorda la forma di un piede vista dall’alto. Camminando su questa sabbia sembrava di calpestare ovatta. Era un sogno essere lì! Abbiamo camminato su quella spiaggia, ci siamo lasciati cullare dalle onde ed abbiamo assaporato ogni istante di quel momento. 

E sì, siamo anche riusciti a farci scattare una foto insieme da un turista!

Ritornati nel nostro resort, ripensavamo alle incredibili esperienze che avevamo vissuto in quella giornata e alle meraviglie che avevano riempito i nostri occhi, quando, poco prima di andare a cena, vedemmo questo tramonto. Le giornate perfette esistono.

Per quanto ci piaccia rilassarci, non riusciamo mai a star fermi, così quella mattina decidemmo di prendere delle bici e fare il giro dell’isola (un’ora di bici ed il giro sarebbe stato completato). Andammo in centro, mangiammo qualcosa e poi andammo ad esplorare l’altro lato dell’isola… e li ci fermammo perchè la spiaggia era troppo invitante!

Era la nostra ultima sera sull’isola, prima di rientrare in Italia. Volevo godermi il sole e la calma di quel luogo fino all’ultimo istante.

E la mattina, al nostro risveglio, scoprimmo che ci sarebbe stato un matrimonio, proprio prima di dover lasciare il resort! Non riusciamo proprio a starne lontani!

Era ufficialmente arrivato il momento di salutare questi luoghi incantati e tornare alla realtà. In quelle tre settimane avevamo vissuto delle esperienze intense, importanti e ci eravamo riempiti gli occhi ed il cuore di paesaggi stupendi che avremmo rivisto nella marea di foto scattate.

È vero quando si dice che il viaggio di nozze è unico. Non è un semplice viaggio perchè noi non siamo semplicemente dei viaggiatori. È come se la magia del matrimonio proseguisse, ponendoti in una condizione mentale del tutto unica e indescrivibile e proprio perchè è indescrivibile mi è impossibile spiegarvela, ma se siete sposati avete capito perfettamente di cosa sto parlando, mentre se ancora non lo siete, sappiate che vi aspettano delle giornate che ricorderete per sempre.

E per chi ne avesse voglia, qui sotto potete vedere il nostro video del viaggio di nozze, composto da spezzoni video ed immagini!

Buon giovedì,

Ilaria

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