Il nostro viaggio di nozze: parte 2. Queenstown, Milford Sound, Wanaka Lake

La seconda parte della nostra luna di miele

Il nostro tour della parte nord della Nuova Zelanda si era concluso e le esperienze e le meraviglie che avevamo visto (e fotografato) erano già tantissime. Ora, ci attendeva un breve trasferimento in aereo e ci saremmo ritrovati nella parte sud dell’isola, ancor più incontaminata, selvaggia e ricca di paesaggi mozzafiato.

Dopo aver preso un aereo a Rotorua ed esser atterrati a Wellington, abbiamo atteso un paio d’ore in aeroporto prima di ripartire per Queenstown. Beh che dire, l’aeroporto di Wellington ha pochi richiami al signore degli anelli!

Vi dico solo che Gandalf era a grandezza naturale!

Direzione Queenstown

Eravamo in volo e man mano che ci avvicinavamo a Queenstown, stavamo volando sempre più vicino alle montagne… che paesaggio. La mia curiosità era alle stelle nel visitare anche questa parte della Nuova Zelanda e l’impressione che ebbi una volta atterrata in aeroporto fu già ottima! E sì, ero anche molto curiosa di vedere l’albergo dove avremmo alloggiato per un paio di giorni perchè dalle foto presenti sulla brochure sembrava strepitoso.

Un’enorme vetrata ricopriva un intera parete della camera, permettendoci di vedere il paesaggio presente davanti a noi… era come avere un quadro gigantesco in stanza, che cambiava colori in continuazione. Da lì, la mattina presto riuscivamo anche a vedere l’alba… un buongiorno così non si scorda!

Queenstown resta una delle mie città preferite in Nuova Zelanda. Il paesaggio, il centro a misura d’uomo affacciato su un lago e circondato da questi monti ancora un pò innevati, l’energia delle persone mentre camminavamo lungo le rive del lago, ma mai quella sensazione di caos delle metropoli. Un posto dove vivere. Il mio giudizio può esser stato offuscato leggermente dalle meravigliose colazioni dell’hotel? Sì può darsi, ma ogni volta che ripenso a questa tappa del viaggio, i ricordi che riaffiorano mi fanno ancora venir la pelle d’oca.

Trovate anche voi che ci sia una certa somiglianza?

Queenstown mi ricordava un pò Trieste… per le sue salite ripide e le scalinate!

Dopo aver passeggiato un pò per il centro, abbiamo deciso di prendere la funivia che portava alla cima del monte più vicino per osservare la città da un punto rialzato e panoramico. L’effetto wow l’abbiamo avuto già a metà del nostro percorso in funivia. Una volta arrivati a destinazione, siamo rimasti estasiati dalla vista che c’era e dopo averla assaporata con gli occhi, iniziammo a scattare tante (tantissime) fotografie. Quel pomeriggio restammo lassù, esplorando la zona circostante in attesa del tramonto.

Frodo, Lord of the Beans… le pensano tutte!

… e ci divertimmo a fare anche delle foto meno serie (per chi se lo stesse chiedendo, probabilmente questa sarà la ventesima foto di una serie infinita di tentativi).

Eravamo più vicini al Polo Nord che all’Italia… incredibile vero?

Il sole stava iniziando a tramontare e la luce ci stava già regalando colori favolosi.

Quel tramonto ci ha tenuti con gli occhi incollati al cielo per diverse decine di minuti… avevamo fatto bene a restar lassù per ammirarlo. Man mano che trascorreva il tempo le nuvole iniziavano a colorarsi di un rosa sempre più intenso. Come primo giorno a Queenstown, le mie aspettative erano già state ampiamente soddisfatte!

Il giorno dopo avremmo preso l’auto per esplorare alcuni punti panoramici nelle vicinanze, scorci visti solamente su qualche pagina Instagram o su qualche sito.
Questa qui sotto è la Hall dell’albergo… quanto vorreste avere un soggiorno così?

E qui ci siamo noi in sala colazioni… io mi stavo assaporando il sole del mattino in attesa delle prelibatezze che avrebbero riempito (forse anche troppo) il tavolo. Pensate che quel giorno, quando siamo andati via, un giapponese seduto al tavolo accanto mi ha guardato (dopo aver guardato la pila di piatti presente sul tavolo) con una certa ammirazione (o almeno io credo fosse così… era sconvolto comunque). Come farsi riconoscere!

Questa vista era semplicemente splendida… l’isola sud della NZ ci stava regalando scorci indimenticabili!

La destinazione di quella giornata era Glenorchy, una minuscola cittadina ad un’ora di auto da Queenstown, tanto piccola quanto suggestiva. Non c’era molto da vedere, a parte la casetta rossa ed un pontile, ma le passeggiate lì attorno ci hanno fatto immergere in un’atmosfera particolare. Qui vicino hanno girato alcune scene del film “Il signore degli Anelli” e scorgendo i paesaggi, i ricordi di alcune scene dei film riaffioravano subito!

Dovete sapere che in NZ ci si può ritrovare su una strada sterrata in un batter d’occhio, non appena si decide di prendere una piccola deviazione… ed era quello che avevamo fatto quel giorno. Incuriositi dal paesaggio, ci siamo addentrati lungo una di queste strade finchè non abbiamo trovato questo cartello. Forse era il caso di fare un’inversione e tornare indietro!

Sulla strada del ritorno, c’era un altro lago immerso in un meraviglioso contesto. L’avevo visto su Instagram, quindi perchè non andarci visto che era di strada? In quel luogo (raggiungibile attraverso una strada sterrata… ovviamente!), c’eravamo solo noi, tante pecore, cavalli e qualche turista. Il paesaggio sembrava surreale ed era talmente bello che decidemmo di attendere il tramonto lì.

Ok, ne era valsa la pena!

Ah sì, dimenticavo! C’erano anche delle papere, piuttosto moleste oserei dire! Volevano a tutti i costi entrare nell’auto di questi turisti!

La luce diminuì ancora ed il cielo si riempì di stelle… tantissime stelle. Potevamo vederle riflettersi nel lago e la via lattea era visibile ad occhio nudo. Avevamo la pelle d’oca.

Direzione Milford Sound

Era arrivato il momento di raggiungere la meta che più mi incuriosiva di tutto il viaggio: Milford Sound.

Leggendo di questo fiordo sulla nostra guida (ed aver spalancato gli occhi da tanta bellezza) una delle prime cose di cui si parlava era il meteo non proprio tanto favorevole, perchè in questa località piove circa 320 giorni l’anno. Ok, ci eravamo già messi il cuore in pace perchè eravamo comunque in primavera, il tempo era incerto e ci saremmo fermati lì un pomeriggio, la notte ed una mattina. Non ci aspettavamo il sole ecco, viste le probabilità (nonostante il mio ottimismo imperante!). Facemmo benzina nell’ultima città prima di imboccare la strada che ci avrebbe portato lì ed il tempo sembrava promettere bene!

All’inizio del percorso che conduce a Milford Sound c’è un cartello con cui ci avvisavano che avremmo percorso due ore di auto, senza benzinai sul percorso e con le indicazioni delle posizioni delle cabine telefoniche lungo il tragitto… sì perchè non si prendeva campo!

E questa è l’unica casetta che abbiamo visto in quelle due ore. Credo che questo abitante non ami molto la compagnia!

Dopo aver percorso tre paesaggi completamente diversi l’uno dall’altro, arrivammo e… c’era il sole! Un’occasione così era irripetibile e dovevamo sfruttarla sino in fondo. Il fiordo era immenso, magnifico e non vedevamo l’ora di imbarcarci sul battello su cui avremmo dormito quella notte, per poter ammirare altre zone di quel luogo.

Una luce così è indimenticabile. La nostra felicità e incredulità era alle stelle e ammiravamo le innumerevoli cascate che scendevano lungo le pareti del fiordo. Il sole stava scendendo e ci stava regalando pian piano una luce sempre più incredibile. La mia esperienza in questo posto già in quel momento poteva dirsi la migliore di tutto il viaggio, ma ancora non sapevo cosa ci sarebbe aspettato dopo.

Questa cascata è alta un centinaio di metri e i colori di quell’arcobaleno era davvero molto intensi… fortuna sulla fortuna!

Ci stavamo dirigendo verso la parte esterna del fiordo, dove questo si apre verso l’oceano.

Ed eccolo il primo avvistamento! Un pinguino Reale!

Il capitano della nave si fermò un pò in questo punto e ci raccontò alcuni aneddoti. In questo tratto ad esempio, il mare è raramente così calmo e piatto, tanto che, il faro bianco che vedete nella parte sinistra della foto qui sotto, è stato spazzato via dalle onde già tre volte! Era molto che la nave non riusciva ad arrivare in questo punto perchè le condizioni del mare non lo permettevano, per cui questo era già un altro grande regalo da parte della natura.

Era arrivato il momento di cenare, così rientrammo nella nave per prendere posto. Avevo inforcato il primo pezzo di carne quando sentii urlare una persona dall’altra parte della sala: “Dolphins! Dolphins!”. Abbandonammo tutto quello che c’era sul tavolo e ci fiondammo all’esterno. Erano lì, una decina di delfini stavano rientrando nella baia. Il capitano li aveva visti ed aveva invertito la rotta della nave. Ora giocavano con le onde che stavamo creando.

Avevamo il tramonto sullo sfondo e i delfini che stavano giocando a cinque metri da noi. Questo è stato il momento più emozionante dell’intero viaggio e nel raccontarvelo ho di nuovo la pelle d’oca.

Come vi avevo detto prima, una situazione di mare calmo come quella che avevamo avuto in quella giornata era davvero rara, così il capitano approfittò per farci cenare in mare aperto, con la prua rivolta verso l’Australia, circondati solo da meraviglie. Il cielo si era un pò annuvolato, ma tutto d’un tratto un raggio di sole potente spuntò ed illuminò le coste del fiordo di una luce dorata ed intensa. 

Eravamo increduli pensando all’esperienza che stavamo vivendo. 

E quando il tramonto finì, un albatros ci passò davanti, come per annunciarci che per quel giorno, lo spettacolo era terminato.

Giorno 2 nel fiordo. Le nuvole coprivano la cima delle montagne. Quella mattina il tour prevedeva alcune tappe che ci avrebbero permesso di vedere altri animali in libertà, tra cui foche e pinguini.

Ed eccole qui le foche! Riuscite a distinguerle? Si mimetizzano perfettamente!

Una signora decisamente particolare! 

Il nostro viaggio nel fiordo si era concluso e non potevamo esser più felici! Avevamo assistito ad un tramonto indimenticabile, avevamo visto i delfini giocare con le onde della nave, visto volare un albatros al tramonto e le foche tuffarsi in acqua. Eravamo carichi di energia per raggiungere la meta successiva! Prima però volevo fermarmi in una piazzola che avevo visto all’andata lungo la strada, ma non avevamo avuto il tempo di fermarci. Eccola, era lì, ma tutta quella gente? Ci accostammo e vedemmo un intero pullman di giapponesi attorno ad un auto. Cosa stavano guardando? Avevano deciso di farci visita l’unica specie al mondo di Pappagalli Alpini e si stavano mettendo in posa per le foto (nella speranza di ricevere qualche ricompensa culinaria). 

Gps alla mano e via.

Direzione Wanaka Lake

La strada che ci ha condotto a Wanaka non ci ha decisamente fatto addormentare! Da quanto avevamo letto, Wanaka era una tappa obbligatoria, ma in cui non restarci molto.

A pochi metri dalla sponda del lago c’è un albero, immerso per metà in acqua, molto fotogenico e fotografato in tutti i modi: dovevamo vederlo!

Ed eccolo! Beh sì, era molto fotogenico… e no, non sono io la ragazza sull’albero 😛

Ok, ora sono più credibile! Un paio di minuti di relax prima di partire ad esplorare i dintorni del lago. D’altronde, una finestra così in casa è il mio sogno e ho assaporato quel momento. 

Ospiti inattesi! Tornammo a fotografare l’albero al tramonto, alla fine della nostra passeggiata, dopo aver sorseggiato della birra nel locale vincitore del Beer Festival 2016 (era buonissima!) Il giorno dopo ripartimmo… Tekapo Lake ci stava aspettando, ma prima di lasciare Wanaka dovevamo assolutamente provare il Puzzling World, un parco ricco di illusioni ottiche e rompicapi, con tanto di labirinto!

Io e la mia faccia perplessa… diciamo che non vorrei avere una stanza così a casa!

Al contrario di quel che si può pensare, queste maschere sono cave. Muovendosi a destra e sinistra si aveva l’impressione che ruotassero nella nostra direzione… forte quanto inquietante!

Ed eccolo il labirinto. A prima visto sembrava semplice… diciamo che dopo averci trascorso un’ora e mezza avevamo cambiato idea, ma l’importante è esser riusciti ad uscirne vincitori!

Io che mi diletto con qualche rompicapo prima di ripartire. Se ve lo state chiedendo, son riuscita a risolverlo, ma non chiedetemi come!

E con questa foto imbarazzante (resistere alla tentazione è stato impossibile),vi saluto e vi do appuntamento al prossimo capitolo del viaggio!

Buon mercoledì,

Ilaria

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