Recensione e opinioni sull’obiettivo Fuji XF 56 f/1.2 R

Introduzione

Tra le focali più utilizzate nella fotografia ritrattistica e di matrimonio, i mediotele trovano sicuramente un posto d’onore.
La lunghezza focale risulta perfetta per ottenere un piacevole schiacciamento dei piani (ottimo per i ritratti) ed allo stesso tempo mantenere una certa connessione con il soggetto mentre si fotografa. Aggiungiamo una generosa apertura del diaframma ed abbiamo così una soluzione ottima per “staccare” il soggetto dallo sfondo con un cremoso bokeh e, cosa più importante, fotografare con discrezione, anche negli ambienti più bui, tutte quelle situazioni che richiedono una certa distanza per non far percepire la propria presenza.
In casa Fujifilm, per trovare l’85mm giusto per noi la scelta pendeva su due modelli, il 56 1.2 R o il 56 1.2 APD. *

* Il sistema Fuji X utilizza sensori APS-c quindi la lunghezza focale effettiva della lente va moltiplicata per 1,5 per trovare quella equivalente. In questo caso 56 x 1,5 = 84mm

La versione R si presta ottimamente a diversi generi fotografici a differenza del modello APD che sacrifica alcune caratteristiche per noi irrinunciabili (velocità autofocus e luminosità) a favore di un maggior controllo dello sfocato, risultando così più apprezzato dai fotografi specializzati nei ritratti. 
Considerando che la nostra fotografia si basa su un 10% di ritratti e 90% di puro approccio documentaristico, è facile capire su quale dei due obiettivi sia ricaduta la nostra scelta.

Qualità costruttiva

Appena abbiamo aperto la scatola del 56 ci siamo resi subito conto di quanto fosse… denso. “Denso” penso sia la parola che meglio renda la sensazione di avere in mano un obiettivo dalle dimensioni tutto sommato contenute ma dal peso “relativamente” elevato. Uso questi termini perchè in fin dei conti si tratta di 405 grammi (paraluce escluso), un peso minore di quello del Canon 85 1.8 (425g) o del Sigma 85 1.4 (730g) che utilizzavamo sulle reflex Canon. L’obiettivo si impugna bene e risulta equilibrato nella distribuzione del peso.
Il corpo in metallo è rifinito con estrema cura, la ghiera del fuoco è di notevoli dimensioni e scorre fluida mentre quella dei diaframmi ha il classico sistema “a clic” a cui Fuji ci ha abituati.

Durante la messa a fuoco le lenti non si muovono modificando le dimensioni esterne dell’obiettivo, ottimo!

Nella confezione troviamo il paraluce (in plastica) che arriva quasi a raddoppiare le dimensioni della lente ma svolge bene il suo lavoro. Qualcuno potrebbe storcere il naso per via della scelta del materiale e del design (altri obiettivi Fuji ben più economici hanno paraluce in metallo), ma la considero una scelta giusta per non appesantire il tutto inutilmente. Lo utilizzo raramente poichè preferisco un sistema che sparisca alla vista dei presenti mentre fotografo.

Il 56 1.2 purtroppo non è tropicalizzato ed è l’unico vero appunto che faccio alla sua costruzione, non ne faccio di certo un dramma ma sarebbe auspicabile un aggiornamento in un’eventuale “seconda serie”.

Utilizzo

Il 56 1.2 si bilancia estremamente bene sulle nostre XT2, l’autofocus è veloce e preciso. Chi ha scattato molto sul sistema reflex con lenti luminose può immaginare quanto sia stata per noi una rivoluzione non dover più controllare ripetutamente il fuoco revisionando in continuazione gli scatti in camera, con l’ulteriore di vantaggio di restare connessi alla situazione che si ha davanti e non intenti a controllare un piccolo LCD da 3 pollici.
Se confrontato con l’85mm 1.8 Canon il 56mm Fuji è un pò più lento nella messa a fuoco ma con la garanzia di avere sempre e comunque il fuoco dove vogliamo. Un compromesso che accetto ben volentieri.
 L’autofocus, reattivo in situazioni di buona luminosità, cala di velocità con il diminuire della luce ma rimane sempre utilizzabile.


In modalità AF-C (autofocus continuo) le prestazioni mi hanno lasciato piacevolmente stupito. Da quando uso la Fuji XT2 le foto degli ingressi della sposa all’inizio della cerimonia* (una delle situazioni in cui uso principalmente la modalità AF-C) hanno una percentuale di riuscita della messa a fuoco di almeno il 95% mentre con le Canon 5d Mark IV tra il 60 e 75%).
*soggetti in avanzamento verso il fotografo, camminata a bassa velocità e spesso in controluce.
Questo vuol dire avere un numero maggiore di immagini perfettamente a fuoco e una totale libertà di scelta delle foto da elaborare e consegnare ai clienti. Anche a velocità più sostenute l’af continuo difficilmente sbaglia dopo aver agganciato il soggetto.

L’animazione che potete vedere rappresenta una prova che ho fatto ad uno dei recenti matrimoni per verificare la precisione dell’autofocus. Su una sequenza di 75 scatti a tutta apertura, solo 2 immagini sono fuori fuoco.
P.S. solitamente non scatto così tanto ma ero curioso di testarlo a fondo

La qualità ottica è stellare, sorprendente nonostante il tipo di obiettivo e la fascia di prezzo in cui si colloca.
Potrei scattare dalla mattina alla sera a tutta apertura, chiudendo il diaframma solo in caso volessi una maggiore profondità di campo in alcune situazioni. Riducendo l’apertura la qualità ottica migliora ai bordi, già buoni a 1.2, mentre il centro rimane sempre ottimo.
Le aberrazioni sono estremamente contenute ed è molto difficile mettere in crisi le prestazioni ottiche della lente, anche nelle condizioni di controluce estremo.
La vignettatura è del tutto inesistente.

Pregi e difetti

PREGI
qualità ottica eccelsa
costruzione curata
aberrazioni molto contenute anche nelle situazioni più estreme
vignettatura pari a zero
af-c ottimo per l’utilizzo che ne facciamo (nel nostro caso soggetti umani e non certo auto da corsa)
qualità ottica già da f1.2

DIFETTI
il paraluce non ha un sistema di blocco apposito, potrebbe svitarsi con piccoli urti
prezzo non contenuto
mancanza della tropicalizzazione
la ghiera dei diaframmi è superflua

VOTO (da 1 a 10)

Costruzione: 8
Dimensioni e peso: 8
Qualità ottica: 9
Rapporto prezzo/prestazioni 9
Accessori: 7
Autofocus: 9
Fuoco manuale: 8
Bokeh: 9

Voto totale: 8,5

Alternative

In casa Fuji, chi cerca un mediotele luminoso ha diverse alternative interessanti:
56 APD, una lente di nicchia dal bokeh molto cremoso, per gli appassionati di ritratti
50 f2, piccolo, tropicalizzato e con un autofocus molto veloce, il più indicato per i viaggi
60f 2.4 qualità ottica molto alta e funzionalità macro con un autofocus un pò lento, per chi cerca un fisso tuttofare

Considerazioni finali

Il 56 1.2 da quando ha trovato posto nelle nostre borse non ci ha più abbandonato. Una lente dal costo importante ma dalle alte prestazioni. Tra i mediotele Fuji non c’è di meglio per chi cerca la massima luminosità accoppiata ad alte prestazioni.

Vi auguro una buona giornata,

Andrea

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